CRM e Smart Working: come i processi possono agevolarlo

Fino ad un mese fa, secondo l’osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il numero di smart worker in Italia si attestava sui 570.000 lavoratori: un aumento del 20% rispetto al 2018, ma comunque una cifra ben più bassa rispetto alla media europea. L’analisi della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha verificato, infatti, che il 12% dei lavoratori europei pratica quotidianamente o saltuariamente lo Smart Working

I recenti eventi hanno cambiato le carte in tavola e costretto tante aziende ad introdurre questa nuova metodologia di lavoro: manager e lavoratori stanno scoprendo i vantaggi ma anche le difficoltà che comporta il lavoro agile, come viene chiamato lo smart working in Italia. 

I “contro” dello Smart Working

Lavorare da remoto non significa soltanto “traslare” le proprie funzioni dall’ufficio alla poltrona di casa, ma vuol dire modificare a tutti i livelli aziendali il modo di approcciarsi al lavoro. Di conseguenza, il repentino passaggio allo smart working può generare anche numerose problematiche: prima tra tutti, la mancanza di un confronto diretto con colleghi e clienti può generare delle barriere comunicative e rallentare anche i processi più semplici, influendo sulla produttività. 

Inoltre, vengono a mancare scambi utili e stimolanti che consentono anche di distrarsi e rigenerare la concentrazione. Alcuni lavoratori, inoltre, si ritrovano in difficoltà nella gestione autonoma delle tempistiche lavorative e vorrebbero da parte della propria azienda linee guida e strumenti per gestire correttamente tempi e task. Da questo punto di vista l’alto livello di informatizzazione facilita notevolmente il lavoro agile, con strumenti che garantiscono la fluidità del lavoro, della collaborazione tra dipendenti e della comunicazione tra azienda e clienti.

I processi CRM come strumento fondamentale 

La necessità principale è creare un “filo digitale” che unisca tutti i soggetti coinvolti: questo significa dare a tutta l’azienda una struttura che permetta di automatizzare dei processi aziendali mappati e ben definiti, in modo che sia il processo stesso ad affidare agli utenti compiti predefiniti e a guidarli automaticamente attraverso tutte le task giornaliere. I processi CRM diventano, quindi, strumenti a supporto dello smart working: diventa possibile disegnare e ordinare le task di ogni singolo individuo in modo da definire un flusso di lavoro univoco. Inoltre, si può monitorare lo stato di avanzamento del processo e capire dove e perché il processo si sta bloccando, in modo da poter intervenire in maniera immediata eliminando i “colli di bottiglia” che possono formarsi in un contesto dove manca il contatto diretto.

L’adozione dei processi CRM da parte delle aziende italiane 

Ad oggi, adottare i processi CRM diventa fondamentale per riuscire a gestire una metodologia di lavoro nuova ed innovativa come quello dello smart working: i dati raccolti confermano che il 64,7% delle aziende interpellate è consapevole di non essere in grado di mappare correttamente i processi, e il 78,8% di queste imprese ha intenzione di cominciare al più presto a gestirli nel modo migliore. Le imprese che stanno già lavorando ad una corretta gestione dei processi hanno riscontrato un notevole miglioramento nel controllo delle dinamiche aziendali (59%) e una maggiore efficienza generale da parte dell’impresa (56%), segno che – soprattutto in una fase così delicata – lavorare nel modo giusto sui processi può essere di grande aiuto.

Noi di CRMVillage crediamo fortemente che, un’approccio a Processi CRM, sia di grandissima importanza, per questo motivo stiamo portando avanti il progetto “Osservatorio Processi CRM” con lo scopo di fornire una fotografia reale e completa dello stato dei Processi CRM in Italia.

 

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